Power Digital Web & Social Cos’è la reputazione online e perché bisogna salvaguardarla

Cos’è la reputazione online e perché bisogna salvaguardarla



Internet è un mare magnum di risorse, ma non sempre possiamo controllare quelle che ci riguardano presenti al suo interno. Il web non dimentica, perciò bisogna imparare a difendere la propria privacy. Contenuti postati sui social network anni prima possono ricomparire in qualsiasi momento e riservarci delle brutte sorprese. La reputazione è un asset importante sia per le persone che per i marchi, e trascurarla può condurre a serie ripercussioni sulla propria vita.

Le informazioni riguardanti una persona sono a distanza di un solo click, e perciò chiunque può raccoglierle senza difficoltà. Ma non è altrettanto facile liberarsene, una volta che vengono messe online.

Prima di postare qualsiasi cosa, tieni a mente che potenzialmente chiunque può venirne a conoscenza: parenti, amici, datori e colleghi di lavoro… se vuoi evitare qualsiasi possibilità che qualcuno veda i tuoi contenuti, non postarli!

La reputazione online è così preziosa da avere portato alla nascita di una disciplina che si occupa appunto di monitorare tutto ciò che riguarda i segnali attinenti all’identità di persone e brand. Esperti nella reputazione online e nella difesa dei brand si occupano di valutare i contenuti che vengono prodotti attorno a una determinata identità su Facebook, Instagram, Twitter e nelle altre piattaforme per comprendere il tenore delle conversazioni e se esse possono danneggiare la visibilità del soggetto.

Come proteggere la propria privacy online: 5 buone norme

Internet è un grande palcoscenico, ma dobbiamo stare attenti a non mettere sul palco aspetti di noi che non vogliamo diventino di dominio pubblico: il prezzo da pagare è pentirsene per lungo tempo a venire. I social network sono alla portata di tutti, ma non altrettanto facile è capire come servirsene in modo da non avere rimpianti. Un post, un commento, una foto sono contenuti all’apparenza insignificanti, ma che dobbiamo ponderare con attenzione prima di condividere. Potremmo pentircene, oppure qualcuno se ne potrebbe servire ai nostri danni.

Consulta la pagina dedicata alla privacy dei social network per appurare come limitare la visibilità dei propri post a una determinata categoria di soggetti (es. i propri amici sui social e non a qualsiasi utente).

I social network mettono a disposizione delle apposite opzioni per contrassegnare immagini come inappropriate: puoi servirtene per segnalare alla piattaforma foto che ti riguardano e che altri non hanno il diritto di condividere.

I profili virtuali non sempre rappresentano chi si trova dietro uno schermo. Esistono organizzazioni criminali dedite a sottrarre foto e dati personali a ignori soggetti in modo da creare profili plausibili ma ugualmente fittizi. Prima di concedere l’amicizia a soggetti che non sei sicuro di conoscere ricordati di appurare la loro identità ed evita di trasmettere informazioni che ti riguardano.

Anche nel caso di conoscenti e amici, la prudenza è d’obbligo. Non puoi mai essere certo di cosa farà una persona del materiale che le condividi: a dispetto di tutte le rassicurazioni potrebbe girarlo ad altri soggetti. Meglio sempre prendersi un attimo di tempo per riflettere sull’opportunità o meno di inviare qualcosa del quale potremmo pentirci in seguito.

In ogni caso non condividere mai informazioni riservate come indirizzo tuo o dei tuoi cari, date delle vacanze, orari nei quali sei fuori casa: possono essere utilizzate per nuocerti.

Se senti di avere dei dubbi sull’opportunità di postare o meno qualcosa, puoi testare le tue conoscenze con un quiz messo a punto da Google, Altroconsumo, Polizia di Stato e Fondazione Mondo Digitale: Vivi internet, vivi al meglio.

E nel caso di contenuti che ci riguardano messi in circolazione da altre persone senza segnalarcelo? Il monitoraggio online è un servizio a difesa della reputazione che punta a intercettare contenuti, conversazioni, post, video e foto riguardanti persone e aziende, per capirne tenore e messaggio. Servizi online come Google Alerts, Talkwalker e Brand 24 vengono utilizzati dai professionisti della reputazione in rete per monitorare il sentiment delle conversazioni riguardanti i propri clienti.

Come difendere la propria reputazione con il diritto all’oblio

In caso di contenuti diffamatori o riguardanti informazioni tutelate dalla privacy, l’interessato può fare leva sul diritto all’oblio garantito ai cittadini dell’Unione Europea. I cittadini possono richiedere ai motori di ricerca di cancellare ai propri archivi i contenuti illegittimi che li riguardano, e quelli la cui persistenza non è più giustificata dal diritto di cronaca (ad esempio in quanto si tratta di notizie ormai obsolete che danneggiano la reputazione del cittadino).

Google mette a disposizione un modulo per il diritto all’oblio per richiedere di deindicizzare i contenuti individuati. Ovviamente la procedura migliore consiste nel fare rimuovere i contenuti diffamatori alla fonte (nei siti web in cui sono stati caricati) per evitare che Google li scansioni nuovamente.

A questo fine si può fare riferimento ai contatti presenti nel sito web e inviare richiesta di cancellazione spiegando le proprie ragioni. Se il destinatario non presta fede alle nostre richieste, può rendersi necessario rivolgersi a un avvocato per attribuire valenza legale alla domanda inoltrata, oppure a esperti nella difesa della reputazione che si occupano di risolvere situazioni problematiche come questa.